Barbariga funky band. Un demo audace e fresco.
Le cover band sono dappertutto. Ci circondano, suonano e ci divertono. Molti le odiano asserendo che andrebbe lasciato maggiore spazio a chi suona musica propria. Personalmente credo che il confine tra la cover e la musica propria sia molto labile e troppo facilmente sottovalutato. Se è vero che chi suona cover pone la propria creatività riproponendo composizioni di altri, non è altrettanto vero che riproponendo, riproduca e basta (anche le parole sono simili ma di significati molto diversi). Di contro chi propone musica propria, non vuol dire che proponendola, non riproduca in realtà musica di altri.
Non credo che l’originalità vada seguita per forza, perché sforzandosi si rischia di abbandonare la fase fondamentale suonare musica. L’ascolto. Ad ogni modo tra le molte cover band che calcano i palchi in regione e non solo vi sono i Barbariga funky band.
Un nome lungo per una band numerosa (Alessandro Gropplero - Voce , Sarah Del Medico – Voce Daisy De Benedetti - Voce , Alberto Duca - Chitarra , Giovanni Zilli - Chitarra , Marzio Tomada - Basso , Alberto Pezzetta - Tastiere , Alberto Gressani - Batteria , Marco Feruglio - Sax Tenore , Matteo Spangaro - Sax Contralto, Enrico Tavano - Tromba , Marco Furlan – Percussioni) che propone un repertorio ricercato, difficile da suonare anche per i musicisti originari. Il repertorio è improntato sullo stile funky della metà degli anni ’70 e fa particolare riferimento al grande Steve Wonder, ma non solo. Il supporto usb per il demo è un’altra interessante novità ed ha la funzione primaria di essere solo un assaggio.
Vedere dal vivo i Barbariga (esibitisi anche al Facebook party di Udine accanto agli Amari, i Carnifull trio e i Carnicats) è divertente, esclusivo e coinvolgente. Suonare pezzi come Sir Duke o altri di Wonder è impresa non comune e mostra il grande lavoro che c’è alle spalle, dimostrando appunto che una cover band non suona certo le cover per fare meno fatica.
Lo so cosa state pensando. Visto che si fa già quella fatica, perché non investirla appunto in una composizione propria? Io non so rispondere a questo, ma posso solo affermare che suonare come i Barbariga richiede molta creatività e passione e che forse, tutto quel lavoro, trasforma ogni musica in qualcosa di proprio.
Per seguire dal vivo i Barbariga funky band come possiamo fare? Semplice, controllate il sito. www.barbarigafunkyband.it
Matteo Bellotto @ January 24, 2009




















Sìììì…c’ero anch’io quella sera!!! Figata la Barbariga!!!